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Progettazione Impianti Antincendio

RISCHI DEL FUOCO E NUOVE TECNOLOGIE

La lotta contro il fuoco non è storia recente, ma è vecchia quasi quanto l’uomo e nel passato si è cercato sempre un modo tempestivo per spegnere gli incendi onde limitare i danni. Con l’evoluzione delle moderne tecnologie di impianti antincendio, ci si è resi conto che è molto più efficacie uno studio diretto a prevenire ed a limitare gli effetti del fuoco; purtroppo un concetto che sembra così ovvio ha trovato difficoltà di divulgazione e di applicazione per varie ragioni, fra le quali sono da evidenziare l’improvvisazione, la mancanza di informazioni specifiche, e la volontà di risparmio delle spese di prevenzione, che tra l’altro non hanno un ritorno economico dell’investimento, ma che manifestano la loro utilità in caso malaugurato di incendi.

Dall’analisi di eventi e dalle ricerche fatte in questo ambito, sono stati individuati alcuni fattori che quasi sempre sono stati determinanti nel verificarsi di un incendio:

  • Il rapido propagarsi delle fiamme;
  • Sviluppo di calore e fumo con conseguenze gravi per le persone che si trovano nell’ambiente per la difficoltà di respirazione, la scarsa visibilità ed il disorientamento;
  • Sviluppo di gas tossici e soffocanti con conseguenze letali per le persone;
  • L’andata fuori servizio degli impianti tecnologici (illuminazione, ascensori, ventilazione, ecc.).

La sicurezza nella prevenzione di incendi sia in campo civile che nel settore industriale va studiata principalmente in fase di progettazione in modo da adottare le soluzioni più idonee dal punto di vista tecnico ed economico. Cercare delle soluzioni successivamente comporta delle situazioni di compromesso, con spese crescenti in fase di cantiere, e poi ad opera realizzata.
Nella progettazione di un opera, oltre che applicare la normativa locale e le norme antisismiche, occorre studiare il problema sicurezza nel suo complesso scegliendo bene con analisi i sistemi di prevenzione e protezione, tenendo presente che la sicurezza assoluta è solo ipotetica.
Quindi in fase di progettazione degli impianti antincendio bisogna predisporre quelle misure atte a:

  • Ridurre la probabilità di innesco, ossia diminuire le possibilità che si verifichi l’incendio;
  • Minimizzare i pericoli degli impianti a rischio specifico, ubicandoli idoneamente e senza risparmio di spazio;
  • Adeguare le vie di esodo e le uscite per le persone, tenendo presente gli handicappati;
  • Realizzare sistemi di scarico per fumi, calore e sovrappressioni;
  • Rendere difficile la propagazione del fuoco;
  • Realizzare sistemi di intercettazione dei focolai;
  • Realizzare e predisporre sistemi di intervento per ridurre i danni nel caso si verifichi l’incendio.

Il progettista quindi, al fine di realizzare un opera predisposta per rispondere all’emergenza, deve porsi in anticipo delle domande, come la lunghezza di una porta, la larghezza di una scala, quante uscite costruire, dove installare gli idranti e il quadro generale elettrico ecc.
Al datore di lavoro compete l’azione propulsiva (designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, la consultazione del rappresentante dei lavori, la designazione dei lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di emergenza) mentre il lavoratore diventa il soggetto attivo della propria sicurezza e di quella degli altri presenti sul luogo di lavoro, su cui possono ricadere gli effetti delle sue azioni o omissioni conformemente alla sua formazione, alle istruzioni ricevute ed ai mezzi a disposizione.
Tutto il personale che opera in un attività deve ben conoscere il lavoro che gli compete e l’ambiente di lavoro, in modo da potere subito agire a vantaggio della propria sicurezza e di quella delle altre persone.
Il tema sicurezza va assumendo sempre più rilevanza non solo in Europa ma in tutto il mondo, costringendo tecnici e dirigenti ad aggiornarsi. Per colmare le lacune ancora esistenti nel settore della sicurezza sarebbero ideali alcune accortezze, come l’insegnamento specifico ed obbligatorio della materia sicurezza nelle scuole tecniche di ogni livello affinché il futuro professionista abbia una preparazione al compimento del titolo di studio, e l’emanazione di una completa normativa orizzontale e verticale, che snellisca le procedure e i tempi autorizzativi lasciando maggior spazio ai liberi professionisti nell’ambito delle proprie competenze.

IMPIANTI SPRINKLER

In ambito industriale, sta avendo molto successo l’impiego dei impianti antincendio di spegnimento “sprinkler” ovvero operanti per mezzo di ugelli che spruzzano acqua dall’alto creando un effetto doccia. Lo scopo di questi dispositivi è quello di tenere sotto controllo le fiamme fino a che non sia possibile estinguere il fuoco con altri strumenti, oppure sopprimere la combustione quando si trova ancora nella fase iniziale. Le valvole di apertura del flusso idrico sono collegati di solito alle tubature idriche e mantenute sotto pressione; alla sommità degli ugelli viene fissata una chiusura termosensibile, in grado di aprirsi nel momento in cui avverta del calore, e domare così l’incendio minimizzando i danni. Chiaramente l’efficacia del controllo è influenzata dalla natura dell’incendio, vale a dire la causa scatenante: normalmente possono bastare 4 getti, ma nel caso in cui a prendere fuoco sia del liquido infiammabile potrebbero servirne più di 10.
Un tempo gli Sprinkler erano attivati manualmente, ma ciò era poco sicuro allora in seguito si passò ad un attivazione a corda, che bruciando liberava dei contrappesi e quindi sbloccava il getto, ma anche questo sistema era solito a incepparsi spesso. Bisogna attendere la fine dell’800 per assistere al primo vero sistema automatizzato di controllo del fuoco, che sebbene rudimentale, come ora era composto da cinque elementi:

  • Il corpo, ovvero l’ossatura, che unisce l’elemento termosensibile al tappo;
  • Elemento termosensibile, è il componente che permette la fuoriuscita del liquido; normalmente funziona dai 57 ai 77 C°;
  • Tappo, è l’ostruzione posta sull’orifizio, mantenuta in posizione dall’elemento termosensibile;
  • Orifizio, è il foro dal quale fuoriesce l’acqua; la grandezza dello stesso dipende da quanto si considera rischiosa l’area protette;
  • Deflettore, ovvero la parte conclusiva della struttura, volta a spaccare il getto in più flussi con lo scopo di allargare il raggio estinguente.

Esistono diversi tipi di impianti antincendio a Sprinkler. Quelli progettati da SMEA Engineering sono pensati per calzare perfettamente nella struttura alla quale saranno destinati, consentendo quindi di integrare perfettamente l’ambiente lavorativo con le condizioni di sicurezza che la normativa impone. Considerare in maniera accurata l’impianto antincendio in fase di progettazione permette non solo di massimizzare l’efficienza in caso di necessità riducendo i danni, ma anche di risparmiare eventuali costi successivi dovuti all’inadeguatezza di impianti installati in seguito, costretti ad adattarsi all’ambiente già esistente.

I nostri risultati

0

Nmc/h: fumi depurati nei nostri impianti progettati

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Tonnellate/Anno CO2 risparmiate

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MWe: potenza generata da impianti rinnovabili progettati

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Impianti Realizzati

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Paesi Serviti

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